Border Path – Walking in the Hope / Marco Marucci

Lungo l’intero arco alpino italiano decine di vecchi sentieri sono stati usati in passato per attraversare illegalmente il confine. Beni e persone li hanno utilizzati per secoli. Gli italiani trasportavano pasta, riso o pecore da scambiare col sale francese.

La maggior parte di questi sentieri era abbastanza difficile da percorrere. Senza un’adeguata preparazione alle difficoltà della montagna era facile perdersi o rimanere vittima, a quelle altitudini, delle imprevedibili condizioni metereologiche. Molte persone – ebrei, italiani meridionali o africani –  morirono nel tentativo di valicare queste montagne.

In Liguria, su un lembo di costa italiana prossima alla Francia, l’ambiente non è così ostile. Un’alta collina, a pochi metri dal mare, divide la giurisdizione italiana da quella francese. In confronto al resto delle Alpi, questo sentiero è molto facile da percorrere. E’ chiamato “il sentiero della speranza”.

Molti ebrei hanno abbandonato l’Italia negli anni 30 utilizzando questo sentiero come conseguenza delle leggi razziali promulgate da Mussolini. Si son poi susseguiti i meridionali negli anni ’50 cercando condizioni di vita migliori in Francia. Gli africani hanno fatto lo stesso negli anni ’70 e ’80, specialmente quelli provenienti dalle ex-colonie francesi. Negli ultimi 10 anni sono stati i siriani, i pakistani e gli iracheni, provenienti da uno degli scenari politici più instabili nel mondo, a salvarsi la vita grazie a questo cammino.

Il sentiero parte da Grimaldi, una frazione di Ventimiglia e, in meno di un paio d’ore, porta a Mentone, in Francia, passando attorno all’ultima vallata su suolo italiano e all’autostrada che domina la stessa  come un gigantesco mostro a sei zampe. I migranti trovano un piccolo borgo ormai abbandonato e di solito si fermano lì per indossare degli abiti puliti prima di entrare sul suolo francese.

Da quando i controlli al confine francese si sono fatti più severi, modi alternativi come questo per passare il confine sono diventati sempre più comuni.

Bio 

Marco è nato nel 1982 a Bari dove ha vissuto quasi 20 anni. Partendo dalla curiosità per questa terra e la voglia di ritrarla è nato l’interesse nella fotografia, a 18 anni. Analisi del territorio e reportage sociale costituiscono gli interessi di un occhio sempre più affamato e impegnato nella ricerca ed espressione della sua personale visione della realtà. Collabora regolarmente con molti web-magazine indipendenti europei. Vive ora a Torino.