Dentro | Michele Furci

Dentro

Quale possa essere la realtà oggettiva, radicale, ortodossa è la Domanda, almeno per me. Ho deciso che la risposta, almeno in questa vita, non la voglio sentire. Sono cresciuto protetto dal guscio resistente ed impermeabile della mia famiglia. Potevo giocare con la mia immaginazione indisturbato. La noia era lo stimolo. La mia fantasia era la realtà virtuale aumentata. Tuttora riesco a visualizzare ad occhi aperti il mio immaginario in 3D e persino in movimento.

Il mio crescere mi ha portato ad innamorarmi dei miei dolori ossei, del mio cuore tutt’altro che paragonabile ad un orologio, della mia cornea naif e così via. Sognavo di galleggiare saltando come fossi una cavalletta. Nella notte mi svegliavo morto perché era ricorrente che sognassi un colpo di fucile alle spalle, boom e poi il silenzio assoluto. L’ulcera ad undici anni ed il trauma cervicale a sedici. Eppure ero felice. Poi hanno provato a farmi rinascere in un mondo reale non aumentato. Mi sono fatto male veramente. No cari, io non esco. Resto qui che è più reale di quanto voi possiate immaginare.

Inside

I don’t know objective reality, radical, ortodo

01unistantedopo
02ilviaggioinizia
03galleggiare
04dentro_MF02479
05sogno
06ilmiouniverso
07viaggio
08percezione
09pause
10visus
11lacaduta
12fededistratta
13fiotti
14fuori
15resto

Michele Furci   (Reggio di Calabria 1970) inizia a fotografare nel 1990 spinto dalla passione per la natura. Durante gli studi universitari entra in contatto con il mondo del sociale attraverso l’esperienza maturata durante l’anno da obiettore di coscienza. Da quel momento il suo interesse è rivolto alle minoranze ed all’integrazione.

Nel 2001 espone alcuni suoi scatti del laboratorio teatrale integrato “Il Drago” dell’Ass. EtaBeta di Viterbo dove partecipa come attore e operatore volontario; nel 2006 realizza un reportage fotografico all’interno della casa circondariale di Civitavecchia (VT); dal 2012 al 2014 realizza un reportage sul pugile campione nazionale dei supermedi Andrea Di Luisa; nel 2013 e nel 2014 entra nello staff fotografico di Jazzup collaborando anche con Caffeina, entrambi eventi culturali della Città di Viterbo; nel 2013 realizza un reportage sul laboratorio teatrale integrato “WaterWork”  dell’Ass. EtaBeta di Viterbo; nel 2015 realizza un reportage sul laboratorio teatrale integrato cinofilo “Un Cane per Amico”.

Dal 2013 fa parte del Gruppo Fotografico FIAF Magazzino120 di Viterbo. Dal 2012 è fotografo professionista. Nel 2013 insieme alla fotografa Mariangela Tripiedi fonda FullShot contenitore di idee. Negli ultimi anni si dedica anche alla scrittura auto pubblicando due brevi romanzi “Le foto che non ho fatto” e “Cheluzzo”.

Nel 2015 viene  premiato in qualità di co-autore nell’edizione 2015 Crediamo ai tuoi occhi sezione Autoedizioni con il volume ASPRO MONTE.

Nel 2016 partecipa alla creazione dell’associazione culturale ARTITUDINE attualmente da lui presieduta.