Ilona et Maddelena | Sandra Mehl / Romina Zanon

ilona-e-maddalena-10

Cité Gély, quartiere popolare di Montpellier, Francia meridionale.

Le sorelle Ilona e Maddelena, di undici e dodici anni, vivono in un appartamento di 80 metri quadrati con la madre Francoise, impiegata pubblica in pensione, il padre Thierry, disoccupato, Etienne, il padrino di battesimo di Maddelena, cinque gatti e quattro cani.

Dal luglio 2015 la fotografa francese Sandra Mehl sta trasponendo in immagini fotografiche il dipanarsi della loro vita all’interno del disordine della periferia. Il primo nucleo di questo racconto visivo dal titolo “Ilona et Maddelena”, è una serie fotografica caratterizzata da un’affascinante combinazione di aspetti familiari e di elementi inaspettati che rende le loro vite uniche e imprevedibili.

ilona-e-maddalena-10

Volutamente in contrasto con le modalità sempre più superficiali e rapide del vedere, Sandra Mehl mette a fuoco il mondo di Ilona e Maddelena con uno sguardo simile ad un ascolto paziente, capace di sostare, attendere e osservare in silenzio fino a creare visioni che non si risolvono completamente in ciò che esse mostrano ma che lasciano un eco sottile di significati. Queste fotografie non sono semplici finestre che ci mostrano apparenze visibili e neppure mere rappresentazioni dei sobborghi popolari di Montpellier, ma sono il frutto di un seducente insieme di relazioni che legano realtà e fantasia, autobiografia e racconto biografico, visibile e invisibile, quotidianità di periferia e fantasia adolescenziale.

Nel suo percorso di ricerca non si limita a raccontare l’esperienza della crescita all’interno delle periferie francesi, bensì tende alla raffigurazione di un mondo più nascosto, catturando frammenti di vita che escono dall’ordinario vissuto quotidiano per assumere i colori della fantasia.

Sandra Mehl riconosce nel potere dell’immaginazione infantile/adolescenziale una crepa nella superficie della narrazione che le permette di trasformare le immagini in qualcosa di assolutamente altro rispetto alla limitatezza dei clichés in cui spesso è imprigionata la narrazione visiva dell’età adolescenziale.

L’adolescenza, infatti, non è solo l’età della fragilità, delle convinzioni fluttuanti e della solitudine dentro il chiasso della vita, ma anche l’età della forza. Una forza che permette ad Ilona e Maddelena di scappare dalla difficile realtà quotidiana e rifugiarsi in uno sfavillante universo fantastico e immaginario popolato da un groviglio di luci, sguardi sognanti, costumi sgargianti, colori sfavillanti e creative combinazioni di oggetti.

Attraverso dinamiche immagini dal cromatismo inebriante e vivido, Sandra Mehl riesce ad attivare lo spazio in cui si colloca la loro interiorità sospesa tra realtà e fantasia. Gli esterni degradati di Cité Gély diventano spesso la scenografia della fuga: Maddelena corre tra i palazzi e si arrampica sulle pareti delle abitazioni in immagini volte a celebrare l’evasione dal difficile ambiente dei sobborghi francesi. Mentre la loro abitazione, tanto fatiscente quanto confortante, è dipinta come colorato rifugio dalle difficoltà che un giovane incontra nella vita quotidiana.

Si tratta di un’estetica dell’immaginario che può evocare solo chi, come la Mehl, ha fatto l’esperienza di entrare in un ambiente urbano simile al luogo dove lei è cresciuta, dimenticando il tempo presente per guardare dentro se stessa e risentire quel rapporto intimo che nell’infanzia e nell’adolescenza la legava a sobborghi simili a quelli di Montpellier (“Deep in my own past, I can picture myself at the same age, growing up in a similar district.”). Il segno della Mehl, il suo rapporto con l’esistente, è si molto forte, ma riesce a orientarsi, attraverso un lavoro sottile, all’individuazione di un punto di equilibrio tra la sua interiorità di fotografa-persona e ciò che vive al di fuori di lei.

Il profondo riconoscimento tra fotografa e soggetto, tra fotografa e contesto trasforma la visione in un percorso esperienziale dove bellezza estetica e bontà narrativa si fondono in immagini volte a comunicare la convinzione che, a volte, la realtà può essere più originale della finzione.

https://sandramehl.viewbook.com/commmandes/ilona-et-maddelena-1

 Romina Zanon 

Approfondimenti:

– “Au coeur de la photographie, l’adolescence” (dossier), di Nathalie Hof