La gioventù di Mike Brodie / Echi di Immagini Fabio Moscatelli

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati».
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare».
(Jack Kerouac, On the Road)

Nell’estate del 2004, un ragazzo di nome Mike Brodie (Arizona, 1985) – altrimenti noto con lo pseudonimo di Polaroid Kidd – trova una Polaroid SX-70 sul sedile posteriore dell’auto di un suo amico, il quale non esita a regalargliela.
Tornato a casa, Mike inizia a scattare delle foto (alla sua BMX, per l’esattezza) e rimane colpito dalla qualità delle immagini che ne ricava.
Poco tempo prima, in Florida, un altro banale frammento della sua vita si era rivelato altrettanto significativo: all’età di 17 anni, Mike salta per la prima volta su un treno, convinto di essere diretto da Pensacola a Mobile, mentre in realtà il treno lo porta a Jacksonville (in direzione opposta).
Alcuni giorni dopo, lo stesso treno lo riconduce a casa, al punto di partenza.

Questo forzato ed erroneo vagabondare verso una meta imprevista, se pure per un breve tragitto, getta il seme di una preziosa anarchia di pensiero che successivamente si tradurrà, proprio in quella calda estate del 2004, in una interminabile serie di viaggi “clandestini”, durante i quali Mike Brodie vivrà un’intensa esperienza ai margini della società, condivisa con un gruppo di outsiders suoi coetanei.
I quattro anni successivi, di fatto, spingeranno il giovane e inesperto fotografo autodidatta ad attraversare in lungo e in largo gli sterminati territori degli Stati Uniti, saltando (letteralmente) da un treno all’altro o facendo l’autostop, fino a percorrere nel complesso più di 80.000 km di strade ferrate, asfaltate e sterrate.

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Mike documenterà compulsivamente e in modo assolutamente naif e privo di artifici le sue esplorazioni, tralasciando i dettagli dei luoghi visitati e concentrandosi principalmente sui casuali compagni di viaggio che incontrerà strada facendo – una famiglia adottiva e itinerante di hobos, squatters e vagabondi ancora adolescenti che hanno scelto quel mondo come stile di vita, come simbolo di una ribellione alle regole imposte dalla società consumistica – e che più tardi gli attribuiranno appunto il nickname di Polaroid Kidd.
Nel frattempo, la Polaroid interrompe la produzione delle pellicole SX-70 e Mike passa a una Nikon F3 usando una vecchia pellicola 35mm prodotta negli anni 80, continuando a documentare con uno stile assolutamente unico i suoi viaggi e ammassando un intero archivio composto da migliaia di immagini.

I suoi scatti andranno a costituire una delle rare e più originali collezioni dedicate alla fotografia di viaggio in America, testimoniando ciò che egli in sintesi descrive col termine di “travel culture”.
Così come Jack Kerouac aveva descritto nel suo libro On The Road, poi divenuto manifesto della Beat Generation, l’esperienza autobiografica di una serie di viaggi che riflettevano la condizione della società a lui contemporanea, così Mike Brodie ne calca le orme, costruendo un complesso racconto per immagini di una crudezza disarmante e senza precedenti, che catapulta con forza l’osservatore in una scomoda subcultura segnata da un’estetica post-punk che si nutre di piercing, tatuaggi, capelli sporchi,idealismo, rischio e impudenza.

Nel 2008, Brodie riceve il Baum Award for American Emerging Artists e le sue foto iniziano ad essere oggetto di numerose mostre internazionali, anche grazie alla recente pubblicazione del volume monografico a lui dedicato dai tipi della Twin Palms, dal titolo A Period of Juvenile Prosperity (2013).
Eppure Mike rifiuta l’idea di essere un’artista, e nonostante gli enormi riconoscimenti tributatigli come fotografo, ha preferito restare coi piedi per terra, a debita distanza dalle pressanti logiche del mercato dell’arte.

Dopo aver conseguito il diploma presso il Nashville Auto Diesel College, attualmente lavora come meccanico a Oakland e ha interrotto definitivamente la sua attività di fotografo.
Ma che lo voglia o no, gli scatti realizzati a partire da quella fatidica estate del 2004 lasceranno per sempre un segno indelebile nel mondo e nella storia della fotografia internazionale.

Sito ufficiale http://www.mikebrodie.net/

Bibliografia A Period of Juvenile Prosperity (2012), Twin Palms Publishers

Katia Piccinni

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