Pasquale Palmieri | Senza conoscenza

“Chi fotografa è incapace di trattenere il vissuto. È atterrito dai momenti di gioia, dai volti delle persone amate che evaporano. Si dispera di fronte al vuoto che lascia il tempo che passa. È  consapevole che i suoi ricordi si raffreddano, si arrugginiscono, poi si deformano e si allontanano.

Si illude di poter catturare il fremito della vita in un foglio di carta sensibile. E già la parola “sensibile” lo rassicura, come se la stessa carta non fosse pur materia ma essenza generosa e amica. Queste fotografie nascono da una disillusione. Il passato è perduto già quando l’otturatore si è richiuso, deformato dalla frazione di tempo che si è interposto. Vana è la speranza di ritrovare ciò che era solido.

E così ho disattivato tutti gli automatismi della mia fotocamera che il diligente costruttore aveva congegnato per dipingere la verosimiglianza. Ho messo a fuoco l’opposto del mio soggetto, ho aperto più del necessario il diaframma per ubriacarlo di luce e i volti mi sono apparsi nel mirino già come li avrebbe ricordati la mia memoria un centoventicinquesimo di secondo più tardi.

Mi sembrava così di lottare con quella mannaia che tenta di recide la realtà dal suo ricordo: avevo sconfitto la “comparazione” fra le persone e le loro sembianze. Avevo smesso di essere il carceriere del tempo, serrato in una finzione voluta dall’occhio razionale.

Citando così il mio regista preferito, Andrej Tarkovskij, il tempo e la sua memoria si sono fusi l’uno nell’altra, come due facce di una stessa medaglia.”

Pasquale Palmieri 

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Pasquale Palmieri  vive e lavora a Benevento, dove alla Fotografia affianca il mestiere di architetto. Nella perenne ambiguità culturale di chi, come architetto, consuma immagini cercando di produrre spazi per l’uomo, avviene l’incontro con l’artista, l’artefice.

Per anni racconta il lavoro di Mimmo Paladino, artista fra i più inclini a confrontarsi con lo spazio. Predilige la documentazione la rappresentazione dello spazio e la documentazione dell’art in progress, in tutte le sue forme, da quelle figurative al cinema, realizzando numerose mostre e lavorando a diverse pubblicazioni. 

Realizza le foto di scena del film Quijote (2006), di Mimmo Paladino, con Lucio Dalla e Peppe Servillo, per le quali vince il primo premio per la sezione sequenza in Bianco e Nero al concorso nazionale per la fotografia di Scena di Cesena. Realizza le foto di scena di Labirinthus, di M. Paladino con Alessandro Haber, foto di scena per un programma di Sky Arte sulla lettura con Mimmo Paladino e Stefano Accorsi

 www.pasqualepalmieri.it

Principali mostre:

FOTOeGRAFIE – Magazzini Pescatore – Benevento – aprile/maggio 2014

Quijote – Genzano (RM) Palazzo Sforza Cesarini – 20 giugno/28 settembre 2014

L’Eredità dell’Arte  Amman (Giordania) Jordan National Gallery of Fine Arts – 2014

Ha pubblicato su Casabella, Domus, Interni, Flash Art, Tema Celeste, Casa Vogue, Elle Decor, Il Venerdì di Repubblica, Sette Corriere della Sera, First Class, Corriere della Sera Magazine, Lo Specchio della Stampa, Bell’Italia, l’Espresso ecc.

 

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