SANTOLO FELACO – ELSEWHERE

C’è un luogo sospeso nell’altrove in cui giovani e adolescenti trovano uno spazio “protetto”, una nuova identità che li affranca dagli sbandamenti, una dimensione giocosa e spensierata, lontana dalla rabbia e dalla sofferenza.

Esiste un posto nel loro cuore chiamato silenzio che nasconde la causa della ribellione e, di tanto in tanto, si lascia attraversare da un fascio di luce a trapelare dietro lo sguardo. Uno stato dell’anima sottende un nuovo gesto, non più accanito su se stesso ma guidato verso l’apertura. La realtà torna ad essere neutra, riprende il cammino dal punto esatto dell’altrove.

Questo è Elsewhere, un interessante progetto di Santolo Felaco, fotografo napoletano, classe 1984. Laureato in Informatica, Santolo attualmente vive e lavora a Roma come sviluppatore di software. Ha partecipato a diversi corsi di fotoreportage tra cui uno con Fausto Podavini, e sta seguendo anche un master, tenuto da Massimo Mastrorillo, sui moderni linguaggi della fotografia documentaria.

Elsewhere

santolo_felaco_elsewhere_004
santolo_felaco_elsewhere_002
elsewhere_003
elsewhere_004
santolo_felaco_elsewhere_005
santolo_felaco_elsewhere_003
santolo_felaco_elsewhere_001
santolo_felaco_elsewhere_007
elsewhere_009
elsewhere_010
santolo_felaco_elsewhere_009
elsewhere_012
santolo_felaco_elsewhere_012
elsewhere_014
santolo_felaco_elsewhere_011
elsewhere_016
elsewhere_017
elsewhere_018
elsewhere_019
santolo_felaco_elsewhere_006

Il portfolio evidenzia un argomento toccante, senza però scadere nel sensazionalismo, e concentra la sua attenzione su un aspetto della gioventù moderna: il quotidiano di alcuni ragazzi che vivono in un centro di recupero terapeutico di Roma, Villa Letizia. É una raccolta delicata, limpida, trasparente, dove gli unici effetti fotografici sono i soggetti visti dall’occhio del fotografo.

Elsewhere è una composizione lineare ed intensa: sguardi persi nel vuoto, giovani volti che attendono qualcosa di indefinito, un reportage dove i colori emergono dalla pesantezza delle stanze, accompagnandoci dentro una realtà, come tante, che cerca soltanto un po’ di serenità ed equilibrio.

Santolo Felaco guarda oltre le cicatrici, mettendo in luce la bellezza  anziché il tormento, rendendo accoglienti le pareti dell’ALTROVE con tutto il dolore che le sue mura trasudano in silenzio. Gli spazi interni e i luoghi di ritrovo all’aperto assumono un ruolo indispensabile: i giovani s’incontrano nella condivisione di riti quotidiani per riemergere dai sentimenti contrastanti che li hanno portati lì, proprio nell’altrove.

Felaco ha vinto due menzioni d’onore al MIFA 2015 e una all’IPA 2015.  Inoltre, le sue fotografie sono state pubblicate su alcune testate come Positive Magazine e F-Stop Magazine. Altri suoi progetti sono: Io siedo qui, una storia dedicata a Pedro, un rumeno che vive in un campo della periferia di Roma, e Not Place, una raccolta fotografica in cui le geometrie architettoniche del piazzale delle armi di Castel Sant’Elmo (Na) vengono “scomposte”, secondo una definizione del fotografo, dai soggetti umani che entrano, invece, in armonica relazione con la bellezza delle forme, quella del castello e del promontorio.

Caterina Licciardello
Press Office PLS Magazine